A sinistra della Camusso
La reazione dei dirigenti della Fiom alla firma da parte della Cgil dell’intesa interconfederale su contrattazione e rappresentanza è stata negativa. Il segretario Maurizio Landini definisce l’intesa un errore e chiede di sottoporla alla verifica del voto degli iscritti alla Cgil. Le sue richieste restano comunque all’interno della dialettica della confederazione. Il presidente del comitato centrale Fiom, Giorgio Cremaschi, va oltre, chiede le dimissioni di Susanna Camusso, rea di aver tradito lo spirito dello statuto della Cgil.
13 AGO 20

Se questa prospettiva dovesse prendere corpo è chiaro che il suo sbocco sarebbe una secessione della parte più “arrabbiata” dei metalmeccanici dalla Cgil. Oggi, in realtà, lo spazio per un sindacato antagonista sembra aprirsi non solo in Italia: persino le Trade Union britanniche sembrano nutrire nostalgia per gli sfortunati scontri frontali con Margareth Thatcher, le confederazioni greche subiscono il fascino delle prospettive anarcoidi, mentre in Spagna ha conquistato spazio mediatico la protesta degli “indignados”.
In una fase di risanamento forzato dei conti pubblici, se da una parte si rende più evidente l’esigenza di una collaborazione sociale per favorire gli investimenti, dall’altra si apre la prospettiva di una contestazione antisistema, di tipo antagonistico, che la Fiom ha abbracciato da tempo, ma mantenendo almeno finora il collegamento critico con la Cgil. La Fiom deve scegliere tra subire e accettare una condizione di minoranza nella Cgil o diventare il centro di un nuovo sindacato antagonista e non è scontato che scelga la prima strada.